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1.07.2008

...recoddate seppre...della famiiiiglia!

(Scorcio PSEUDO-italico nel cuore del Giappone:)

Ciao a tutti voi piccoli amici!!...

Mamma mia, quanto tempo è passato dall'ultima pubblicazione!

Tante sincere scuse eh?..non abbiatemene a male, vi prego?...

Forza mettiamo un macigno sopra a sto' mefittico silenzio mumifico e apriamo le imposte perchè bisogna proprio rinfrescare un po' l'ambiente.."la vita di prima mi puzza di vecchio.."dice Willy di Bel Air!..

Ah, avviso ai surfisti che incapperanno sulle aguzze rocce del nostro litorale webbico...sì c'ho una marea di lavori da finire qui in blog..la gestione post è un cantiere, veramente, a causa di molti miei post sospesi come le molteplici opere edilizie italiane....è che sono tutti post molto articolati e lunghetti(ma va?) con cui volevo più o meno concludere alcuni argomenti e quindi richiedono una spesucchia di tempo che proprio scarseggia....

Quindi per non lasciarvi a bocca asciutta vi offro un po' di materiale semplice e sollazzante..insomma oggi...

"...VE FARO' UN' OFFETTA....CHE NON POCCIUETE REFIUDAAARE..."

..è proprio il caso di dirlo perchè oggi si parla di Italia in Giappone, tema molto sfaccettato come i capelli delle modelle dell'Oreal di cui coglierò un'appendice corriva e triviale, nulla di troppo serio insomma..però invito i miei due bracci destri e sinistri, nella fattiscpecie Giullo e Max a collaborare col filone, fiducioso nel loro appoggio e nella curiosità del materiale che in merito potranno sicuramente offrirci!
...Chiunque si sia tuffato nel baccanale della Tokyo moderna non può restare indifferente all'ondata di "cartelleria" e didascalie riportanti titolazioni italiane da choc!!
..Il più delle volte sono locali, quando non le trascrizioni fonetiche di nomi di pietanze italiane, come si nota se si va in un ristorante italiano in Giappone!

Perchè lo fanno??...ah questi "perchè" pretenziosi non stancheranno mai di assillare la speculazione del novello orientalista, che tuttavia, genuino amatore della cultura giappa qual' è, sa mettere da parte l'orgoglio scientifico e bagnarsi nella sorgente dell'irrazionalità senza troppe storie:)..chè, poi la cultura giappa, quando si colorisce proprio di questa pallida ineffabilità, è sempre più affascinante J
..spiritosamente vorrei farvi notare come, hah hah, gli slogan che si ravvisano in giro sono di squisitezza e di una cortesia da far paura, in linea di massima!!!...
Cioè, già i giapponesi ti lusingano (finchè sei turistello da quattro soldi:) in tutti i modi possibili con la loro lingua e il loro modulo comportamentale, in più lo fanno pure con le lingue straniere!!!
A momenti ti tocca entrare per forza nei negozi e ringraziare di rimando!!!



"Mah, dai non c'è male, Grazie!.. ho camminato un bel po' oggi tra vari templi della vostra magnifica ex-capitale militare"!
(baretto lungo la graziosa via principale di Kamakura, alberata, che collega la piazzetta della stazione sino al portale rosso del Tsurugaoka Hachiman-gu)


"Grazie, anche a lei eh?..ArrivederLa"
(Negozietto di moda per signore imboscato nei dintorni di Shibuya)

---Mi sembra qui doveroso precisare, anche se non c'è una vera e propria necessità, dato che è cosa facilmente intuibile, che sono proprio i negozi di moda e i cafè, che imperversano come "spazi del vivere moderno" tra la popolazione più giovane, o comunque in fasce d'età non troppo avanzate, i targets su cui giocano le strategie di marketing nipponiche.
La "lisi" della coreografia del prodotto e l'assimilazione del messaggio da parte del grande pubblico, la misura dell' agevolezza "digestiva" del prodotto stesso sono basi dell'economia di mercato, ed è affascinante e inquietante nel contempo scrutare come l'uomo si mangia e rigetta ogni possibile sbobba, anche la più indigesta in casi disperati, gli venga messa sotto il naso:)
La complessità varia ovviamente a seconda dell'impianto sociale e culturale, e Tokyo, nello scenario mondiale, è un caso a sè, benchè metropoli come tante altre...volendo esser brutalmente sintetici, la metropoli non ha un suo flagello consumistico assoluto (come si può dire,infatti, che il newyorkese fagocita prodotto industriale e pubblicitario con ripercussioni medesime che per un giapponese?): diciamo che LE metropoli hanno cancri consumistici molteplici.
I giapponesi mangiano veramente di tutto, è impressionante, e trasformare la fascinazione per una cultura, quella italiana, che è insindacabile in Giappo(oh, siamo tornati ad essere la terza lingua studiata dopo Inglese e Coreano:) , con abili manovre di mercato in loghi che sottendono efficenza e qualità produttiva equivale a successo sicuro!...in fin dei conti, non nelle medesime proporzioni, questo avviene anche da noi con la cultura giapponese...in fondo a chi importa di sapere il significato esatto della parola "Sushi"?:)
Eppure quanti ristoranti qui includono nella loro denominazione la tipica pietanza?
Allo stesso modo, che vuoi che ne sappiano i giapponesi dell'italiano che hanno sotto gli occhi, hah hah!...ed è così sapete?..
Ricordo di una amica che una volta mi scrisse una mail, dicendomi che da quando aveva cominciato a studiare italiano, aveva realizzato la massiccia presenza di "entità lessicali italiane" in giappone, sorridendo sul nome di quella famosa catena di cafè giapponesi che risponde:) al nome di "Pronto"!!!....figuratevi da noi un ristorante giappo chiamato " (moshi moshi), cucina giapponese"....hah haha!!!!!

Chiaro che al madrelingua appare insipido l'impiego del proprio lessico in ottica prettamente estetica, coreografica, spettacolare...:)


..Mamma mia!!!! Quanto ho riso quella volta!!Uah uah!!!!...

Ma guardate che robaaa??? Come caz si fa a scrivere NONNO???
Hah hah!! ma almeno quando si usa l'inglese per far figo, a una marca trovi un nome accattivante tipo,"Atlethic, PowerJym (tutti inventati eh?..che fatica)"!! Con l'italiano NONNO mi vai a trovare?? Hahahhhhaaaaahaha, a sto punto prova con "Montalcini", chissà, magari funziona e suona anche meglio:)
(Ad Hibiya, sulla sfondo Shinkansen nuova serie 700 "a muso di topo"!!!)


...beh no comment....e io che ho sempre pensato che la parola "netto" applicata all'essere umano l'avesse inventata il mio vicino di casa, e non avessa una copertura semantica più vasta di quella di un "individuo che in una certa situazione si comporta, in bene o in male, in modo alquanto degno di nota agli occhi di tutti", e cioè si potesse usare praticamente sempre, intercalto tra le varie sillabe di una conversazione in itaGLIano moderno....

..macchè....i giapponesi ci sono arrivati prima...:)
(Spazio commerciale della stazione di Ikebukuro)

Puaah hah hah!!!
Ma va??..e al posto della schiuma sul cappuccino scusa cosa ci mettono?? il ketchup??
..ma almeno fossero pomodori Samarzano o Perini!!!!
(Dintorni della stazione di Ikebukuro)



Cercate un po', tra italiano e giapponese, quali obbrobri possono uscire da sto cartello:)
(Gallerie sotterranee di quel formicaio che è la stazione di Shinjuku: ingresso di uno dei numerosi edifici che costellano il distretto)


........Spacca Napoli?.....oddio.....
Pizzeria di lusso all'ultimo piano....sigh..che prezzi...e noi che volevamo mangiucchiare qualcosa...ma tanto c'era Yoshinoya!!!
(Interno del Sumitomo Building, a Shinjuku)


"Salvadore....uno di famiiiiiglia..
.....se hai bbisogno de lui tu fa un fisghio, hai ccapito?..
..e recoddate di pagare a me il fitto del mese prossimo..sennò el tuo concertino al parchetto a ccome se chiama, a Orso yoghi là, pocrebbe avvere qualche probblema.."
(Andando a Yoyoghi)

"Mah...io lo preferisco lento, scusi sa...insomma se il caffè è un piacere eh?...insomma..che piacere è?.."
(In giro non ricordo dove:)




"Ammazza oh, ma questa la modestia non sa dove stia di casa..."
(Tama Plaza)
Càvollo????....ecco max, questo è una delle cose che mi ha corroso lo stomaco durante tutto il nostro soggiorno, scusami se ogni tanto sono stato acidello ma guarda proprio non riuscivo a trovare pace:) ma cos'è sto Càvollo??
(Cafe limitrofo al parco di Tama Plaza)


hehehehehee...che posto sarà????
Comunque più italiano del Segafredo che si vuole di più??:)
Se poi il caffè è così affabile da concederti la tua amicizia...
(Shibuya, Segafredo)


Boscaiola o margherita???
Mamma mia, anche se erano di plastica me le sarei mangiate....
non facevano schifo eh?
(Cena in una pizzeria dell'Akarenga di Yokohama con Yuka e Asako:)



Infine, chiudo con una cagata che sta a pennello come la forfora sui maccheroni!!!
Eccoci ad Akihabara, davanti a sta baracchina di piatti di pesce! Italiano non è di certo, ma poco ci manca!hah hah!! Ancora non ho indagato su che vuol dire "Omusubito"....ma facciamoci due risate insieme va!!! Anzi...............
Famolo HOMO SUBITO" Olè!
HABEMUS HOMO,eeeee, fumo bianco da Piazza San Pietro :)

Nonnina

11.23.2007

Raverianamente parlando: lo spazio igenico tra antropologia, società e pazzie

Si ode spesso dire con leggerezza, tra donne, "Hei Marta,vado in bagno un attimo, vieni?" "Si, vengo anch'io!"....

Meno sovente se non raramente invece capita che tra maschi si dica "Uè Max che dici andiamo a farci una pisciata?" "Ma si vabbene, andiamo!!"....

Sta di fatto che in questo frangente i mascolini redattori di questo blog si sono proprio dati un esilarante appuntamento di merda(scusate:) nel nostro blog trasformato per l'occasione in latrina virtuale!:)...e allora vai con le cacate! tutti insieme deliberatamente!

prrrot plof plof..

(Ringrazio Giullo tra l'altro per la meticolosità con cui linka formule complesse, non sempre di scontato dominio del pubblico)


*****************

Parlo con la coerenza e l'onesta di essere "escretore" prima di tutto


E' ben nota a tutti l'usanza atavica femminile di utenza collettiva dello spazio igenico (in Giappo poi:) dove, vorrei subito chiarire per non essere imputato di stolidità, per "utenza collettiva" non intendo naturalmente l'espletamento delle funzioni fisiologiche, cioè non si pisciacchia tutte assieme (in tal caso avrei scritto esercizio:) a cui è destinata normalmente l'aerea, bensì alla fruizione più generica e lata della medesima nella totalità dei suoi servizi: quindi lavabo, specchi ecc..e non solo il water per intenderci.
Non per essere pretenzioso, ma vorrei insistere, senza così plagiare la costituzionalissima uguaglianza tra tutti gli esseri umani di ambedue i sessi sancita in primis dai documenti ufficiali di gran parte dei paesi civilizzati, sulla dissomiglianza pratica, in tale materia, tra i sessi medesimi.

Cercherò di dimostrarvelo :)

Anzitutto, comprendere la sostanziale dicotomia semantica di cui sopra è essenziale giacchè il loco igenico PUBBLICO (quello privato esula dalle seguenti considerazioni essendo soggetto alla dipendenza da importanti fattori: il rapporto di "familiarità", i concetti di "privato", "domestico") può essere anatomicamente suddiviso in un atrio e un ventricolo: il primo è lo spazio d'ingresso, che possiamo definire un accumulatore della propria alterità umana, o biodiversità, rispetto agli altri utenti, cioè uno spazio ove la persona comincia a fronteggiare il proprio corpo, rievoca la responsabilità e il (presunto, in un ottica buddista:) controllo sulla appendice fisica e organica del proprio sè, in pratica fomenta la percezione del suo ego in virtù della propria carnalità.
Tuttavia è ancora uno spazio pubblico, l'anticamera della sublimazione dell'ego che è tipica, freudianamente parlando, dell'atto escretivo, che perdura anche in eta adulta.
Quindi è uno spazio ancora fastidioso e infastidito, è lo spazio dell'utenza PARZIALE .

Il secondo, complementare e non antitetico al primo, è un autentico "ovulo", un cronotopo regressivo, di dipanamento dell'intimità più recondita. E' lo spazio dell'utenza PURA.
Pensate a quando dovete urgentemente andare in bagno in un locale o in una stazione, in particolar modo quando non v'è coda, e non occorre attendere per l'utenza: residui psichici infantili di stampo freudiano ci fanno pregustare il piacere di quell'esperienza totalizzante, completiva della soddisfazione fisica, che sottende una gaio crogiolarsi nella propria essenza.

Potremo tracciare qui un paralleslismo con il rapporto Chiesa-Stato, Sacro-Profano, Convenzione-Mistero e così via: l'area pubblica dell'impianto igenico è ancora un rappresentazione simbolica delle pastoie della socialità, mentre la latrina vera e propria è una discesa nella dimensione più intrinseca di noi stessi (detto così suona un po' demonico, ma effettivamente, niente è più inquietante delle pulsioni sotterranee dell'umano, che impersonano l'io più genuino, la "vera natura": in giappo abbiamo una marea di vocaboli con questa accezione(non direi sinonimi) 正体(shootai)、正気(shooki)、本気(honki)、本性(honshoo) :)

Questo in linea di massima, un surrogato della spiegazione di cosa sia lo spazio igenico:)

Attenzione però, perchè è qui che subentrano alcune variabili da cui è impossibile prescindere per lo sviluppa della nostra tesi e che puntelleranno i binari distinti che :

All'alba dei tempi, l'uomo aveva il tachimetro a zero nella marcia della civilizzazione (bene, male?:) ma già manifestava grossolane, ahimè, differenze ontologiche (reali, supposte?:) >>>riscattando il dono delle facoltà intellettive (ammazza ce n'è voluto per affinarle), per il resto l'omeno era un buzzurro di prima categoria, un esemplare di camionista (senza discriminare la categoria), misto ubriacone, veneziano(per la parlata, non per discriminare la categoria:), ultrà-assassino-di-oggi, tute nere no global, gioventù marcia e via così...vi consiglio di guardare "La guerra del Fuoco" di Annaud del'81, interessante non solo per la tentata ricostruzione antropologico-storica quanto per l'insistenza sulla primordialità degli istinti (a volte sembra di vedervi i nostri bitorzoluti politici che se la suonano a colpi di clava, hah hah...c'è poco da ridere)

Insomma il poveraccio mezza ne "pensava" e due ne faceva, più senziente che cosciente:)

Di igiene manco si parlava e si cachicchiava e pisciacchiava ovunque senza ritegno:)yuhhu

Una cosa però era quella in cui godeva di più, chissà quale ,B) e ci dava dentro quanto più poteva sulla scia di una normalissima inclinazione animale ^v^

A un certo punto della sua storia (facendola breve perchè sennò....:) l'uomo della falange maschile ha intuito la necessità di proteggere la sua controparte femminile dalla sua animalità, cioè dalle sue inclinazioni più carnali, e ha forgiato il LIMITE (non il valore) dell'INTIMITA' della donna, che è ben diverso dal rispetto e dall'eguaglianza per cui purtroppo ancora si lotta: la donna comincia a vestirsi in un modo alternativo che protegga le sue parti più intime, sinonimo di fertilità, rinascita ecc...perchè si capisce che è la carnalità la leva della sensualità che estingue la ragione dell'animale uomo (mamma mia, mi incolpo del semplicismo estremo della suddette considerazioni, ma mi tocca stringere)

Tale limite viene di volta in volta valorizzato e standardizzato trasformando la percezione della vita igenica della donna, che diviene un processo sempre più delicato e complesso, fermo restando la centralità dell' aspetto fisiologico.

..va da sè la conclusione che per la donna lo spazio dell'intimità è secolarmente convenzionalmente più marcato, ritenuto inviolabile(sennò perchè si parla di violenza alle donne?) bla bla bla...

Come si collega sta digressione al filo precipuo del discorso?

Beh, la donna, in nome della preservazione della sua femminilità, sia essa manifestata con la protezione della sua peculiarità fisiche vuoi sulla scia di quanto instillato dalle convenzioni umane, ha evoluto un concetto di spazio igenico più fedele a quello canonico: cesso come spazio dell'assoluta intimità.

Quindi il curioso fenomeno del pellegrinaggio collettivo al cesso tipicamente femminile, che a questo punto sembra essere in contraddizione con quanto concluso, si spiega in realtà come una comunione, tra il gruppo femminino, del reciproco sentore di essere femminile, un' inconsapevole accettazione della propria alternativa carnalità.

In fin dei conti è una cosa molto tenera:) "Siamo donne e ne siamo fiere del tipo" ,B0..

Il maschio invece, da sempre emancipato da questa meccanica di preservazione dell'intimità, meno sentita, concepisce l'atto dell'andare in bagno in modo ancora primevo (senza ovviamente togliere alla categoria ,B) : minchia, mi scappa, la faccio e sono a posto.
Tant'è vero che la concezione dello spazio igenico maschile è più elastica di quella femminile: gli urinatoi sono uno affianco all'altro, si piscia in compagnia diciamo, senza troppi problemi!
Al massimo uno si fa le teghe perchè c'ha di fianco il Rocco Siffredi di turno che appena aperta la bottega splaffa direttamente sul trogolo di scarico l'arnese:) hah hah

Questa relativa indifferenza contribuisce a non sentire la necessità di esaltare l'atto dell'ascesi al bagno, di non condividerla e coauglarla in una sentenza di identità.

Volete esempi più strettamente legati al mondo nipponico?

Niente di più facile, dato che in fatto di spazi igenici il Giappo offre mirabilie:)
(Per questo vi rimando anche al link di Wikipedia nel post di Giullo che è esauriente sul tema)
La donna giapponese (e qui si che la convenzione sociale gioca un ruolo ancor più essenziale) ha evoluto una concezione dell'intimità particolarmente robusta (non controbattete giocandovela con la relativa libertà sessuale dei giapponesi, perchè essa è più regolarizzata di quanto sembri!) tant'è che è stata capace di stimolare la "fobia dello sciaquone":)

In Giappone, in un bagno per signore di pubblica utenza, vergognosissime e preoccupatissime di poter far udire "suoni":) compromettenti alle altre utenti, le ladies tirano lo sciaquone uno stramaro di volte, per garantire un effetto sonoro di copertura!! Non ci crederete ma questo ha comportato un serio problema di spreco di acqua pubblica! Fino a venti litri a utilizzo!Impressionante!!!

Morale, hanno ben pensato di inventare congegni elettronici da installare a fianco ai sanitari che riproducessero realisticamente, attivandosi a sensore o pressione, il suono dello sciaquone!°0°
Copertura perfetta e garantita!

Insomma la donna (giappa e non) esige una tutela molto severa della sua intimità

E per gli uomini? Qui me la gioco con l'esperienza personale!:)

Una volta m'è capitato di entrare in un bagno in uno dei favolosi megastore di ビッグカメラ (BIG KAMERA) che con ヨドバシカメラ (YODOBASHIKAMERA) costituiscono i piatti d'oro della bilancia del consumo giapponese di attrezzatura tecnologica, oltre che metà di pellegrinaggio per tutti gli stranieri che intendono farsi un' idea del giro d'affari che la tecnologia offre al mercato, pur in stallo, del Giappone nonchè delle proporzioni di acquisto-vendità che superano le nostre in rapporto 30-1 tipo.
Dico piatti della bilancia poi, perchè dal momento in cui ci si abitua a stare in Giappone e si comincia a vedere che gli occhi cominciano a immandorlarsi un pochetto, ci si può permettere anche di tifare per una o per l'altra fazione:)
Eravamo io e Max (in quel di HIbiya, precisamente, rintanati al Big data la giornata uggiosa tipica del 梅雨 TSUYU, stagione delle piogge) li intenti a frugare tra i cd, e ascoltare vari pezzi di prova..fu quella volta tra l'altro in cui rinvenimmo queste due oscenità:






Fu allora che avvertii il bisogno di un scaricare con una certa urgenza, e dopo essermi fatto indicare dal generoso addetto del Big dove fosse la toilette per gli uomini (e dopo che questi mi ci accimpagnò quasi fino all'entrata come da copione:), entrai in sto cessetto, che per la prima volta contro le aspettative non era nulla di eccezionale, straordinariamente grezzo e non proprio pulito!!! Sembrava un cesso da università appena pulito, di livello infimo per lo standard giapponese insomma:)
In più era strettissimo e obbligava ad accasciarsi in tipico stile giapponese con faccia rivolta verso l'impianto idraulico (chiunque abbia visto una latrina giappa sa bene che per una faccenda di praticità d'utilizzo la leva dello sciaquone è ad altezza ginocchio! Per pigrizia viene pigiata anche coi piedi:)
Beh, insomma dopo essermi detto un po' stizzato " èéma come? possibile?? eppoi siamo a BIG KAMERA, strano un cesso così poco curato! vebbè, proviamo anche sta nuova esperienza!:)>>>)
Comincio a fare acrobazie(che faro a malincuore a meno di rivelarvi:) per riuscire in quella dipserata impresa provando sulla mia pelle tutta l'inesperienza della posizione di cacatura giapponese, che è del tutto inversa, porco cazzo!!avere quel cazzo di sciaquone in faccia era uno spinoso problema, lo spazio di manovra si riduceva considerevolmente e sbattevo le ginocchia sulle pareti legnose della cabina! Mentre si faceva strada nella mia mente che io lì ero proprio fuori luogo, e che quel mezzo metro cubo di spazio era assolutamente inadatto ad una fisionomia occidentale, entra nel loculo attiguo al mio un personaggio(non sono riuscito a vederlo in faccia dopo l'allegra cagata in compagnia:)...sento il classico fruscio e sbottonamento così nitido che mi pareva che la parete separatoria manco ci fosse, e mi dico, "mah...vabbè...".....io la mia l'avevo già degnamente fatta, e me l'ero anche ammirata un pochetto talmente era maestosa (si si schifatevi voi, ma voglio vedervi...con la dieta giapponese non è facile raggiungere risultati da guinness sapete?forse è per questo che Toriyama ha così tanta simpatia per le cacche: quelle giapponesi saranno così kawaii, altro che i rudi corrispettivi occidentali), ma così tanto per fare, indugiavo su sta specie di cella di isolamento. Proprio quando decido di levare le tende (e le chiappe) dal postaccio, sussulto a sentire che il "vicino" comincia a fare sforzi inauditi accompagnati da effetti sonori campionati in un abile traccia!
Io, sconvolto, ascolto l'agonia di sto poveretto(che sapeva di avere uno di fianco, come poteva non saperlo, con due centimetri che ci separavano:) che amplificava sempre di più la sua ercolea fatica con mugugni e acuti deliranti!!! Lui da solo probabilmente, ricostruiva un tipico scenario sonoro sulle pendici alpine al tempo della prima guerra mondiale, con l'artiglieria austriaca che gruvierava il fronte veneto!

Il tutto senza un minimo di ritegno :)

E io che mi son sempre preoccupato di non rivelare la nostra superiorita intestinale ed escretiva...

Morale tutto sto casino per introdurre a questa foto, che è il mio tribute a questi ultimi fenomenali post igenici (non sono feticista è che mi sbrego troppo quando subentrano discorsi ad elevato concentrato di schisi 表(Omote=superfice, apparenza, facciata) / 裏(Ura="rovescio del broccato", ciò che sta dietro la facciata, ombra>>per estensione nucleo, verità, vera natura) vale a dire tra apparenza sottovalutata e potente realtà sottostante).


Ditemi voi..avete mai visto un cesso con il ghiaccio???????? Vi prego commentate se ne avete mai visto uno perchè io davvero ci sono rimasto secco all'impatto!!!

Questo è l'orinatoio del "Bridge" (http://www.bridgeyokohama.com/index2.htm) di "Rocohama" ロコハマ (la trascrizione giapponese di Locohama, "baia pazza", come viene chiamata Yokohama tra la gioventù reppettona scapestrata del 京浜, Keihin, la zona compresa tra Tokyo, Yokohama, la regione di Shonan e dintorni, in cui il J hip hop imperversa), un localino non proprio d'alta classe ma non certo scadente. Diciamo che il locale in sè merita, indipendentemente dal tipo di musica che uno ascolta: salottini privati e insonorizzati con poltrone apparentemente comode, spazio accettabile...prezzi fuori portata per la roba da bere (una bottiglia d'acqua dal distributore 200 yen, non so al banco..), ma se volete andare a vedere a quale risultato può arrivare la sapiente e talvolta folle arte assimilatoria dei giapponesi, nonchè calarvi nel palco della gioventù nipponica più stravagante e modaiola andateci!
Vedrete con i vostri occhi copie semiautentihe di busta Rhymes o Lil john giapponesi 8presto ve ne parlerò)!
Occhi aperti e testa sulle spalle..sempre!!!però!...non si sa mai:)

Sta di fatto: perchè il ghiaccio sul cessooOooOoOooOOOOO??!!????


E c'è di più!! i camerieri del locale, per enfatizzare ancora di più la trovata, usavano i recipienti per il ghiaccio per tenere in fresca lo champagne per "ricaricare" l'orinatoio, ogni qualvolta esso si liquefacesse sotto il getto bollente dell'urina!!! ma dico...siamo fuori!! io non ho mai sentito di una cagata simile!!!

Ad ogni modo...motivo per cui hanno avuto sta bella pensata?:)

Dato che sono giapponesi 8e della specie cazzara:), è molto difficile immaginare una motivazione che va al di là del semplice gusto per la stravaganza e per il suo potere innovativo e libidinoso che l'operazione ha in sè: io la mia ipotesi l'ho fatta...quando urini sul ghiaccio puro, lo sbalzo termico oscilla tra gli 0° gradi e i 33° centigradi circa all'istante del contatto e il ghiaccio comincia a scoppiettare piacevolmente:).....




Cesso primordiale giapponese! EH?

allora??

Guardate che esempio di architettura neolitica d'alto livello!! E il tocco di classe? quel mirino tracciato in grande stile??hah hahhaa!!

Beccato tra le fronde del tempietto di Hayama(dov'era casa nostra, sigh..) sulle rive del mare della baia di Shonan!!!

Pensate: mare, cullati dal suono di docili onde e dallo stormire delle frasche di palme e abeti(??), all'ombra dei tetti MOKOSHI del tempio e col sedere che vibra, accompagnado la soave melodia con squisite flatulenze...

******

"Oops, I..did.. it again!!" ...

Queso post potete anche sommergerlo di insulti e ortaggi putrescenti dato che c'entra davvero una tega...:) vabbè ma mi sono sfogato!

Eppoi qualcosa di Giapponese c'è! E anche stupefacente!

"Occupato!"

Collezione estate 2007, in risposta al "De Toilettibus" del caro Giulio.
Il modello rosa, adatto ad ambienti signorili e distinti, per persone che non disdegnano un tocco di femminilità nella propria intimità.Ritrovato in uno studio dentistico nei dintorni di Ebisu (zona Shibuya), il water in questione (anche se è quasi un'eresia chiamarlo solamente water) è stato testato dal sottoscritto.

Estetica 8

Comodità 8

Pulizia 9
(probabilmente grazie alle cure continue della segretaria del dentista Nezumi).



Il modello successivo è un modello "Partiamo liberi", reperito all'aeroporto di Narita appunto, per le sedute dell'ultimo minuto.Di minore equilibrio estetico rispetto al precedente, il pregio di questo water è comunque la classicità delle linee unita ad una tinta, il colore bianco, che si sa, "sta bene con tutto ma si sporca subito".

Estetica 6
Comodità 8
Pulizia 8




L' ultimo modello è un modello casalingo, adatto ad ambienti familiari, ritrovato in quel di Hayama.Come si può notare dalla foto, nonostante comprenda elementi estetici assolutamente fuori luogo come le rubinetterie in finto oro vero, il water si sposa abbastanza bene con la quotidianità.Un colore discreto, leggermente tendente al "crema" causa vetustità

Estetica 6
Comodità 6
Pulizia 6



Toilette giapponese

Dai creatori di "La Natura del Giappone" ecco a voi l'attesissimo:
Minzione Giapponese 2: evacuazione totale

Forse l'ossessivo rispetto che in Giappone provavo per ogni singola cosa mi ha impedito di prendere foto di molte cose. Impegnato anche come ero a suggere dalla nipponica coppa tutto ciò che mi veniva offerto, non mi son accorto di essere tornato con tante foto di water (e nessuno di bagni termali pubblici con bellezze locali)...
AGGIORNAMENTO
Wikipedia è arrivata prima anche in questo, per chi volesse una più approfondita conoscenza del fenomeno incriminato ecco a voi questo link.

Una volta realizzato dove mi sentivo più a casa (grazie magister), ecco subito comunicarvelo, offrendovi una rapida carrellata di vasi sanitari giapponesi...
Bellissima coniugazione di termini: un classico bagno "turco" giapponese, foto cortesemente prestata da wikipedia (troppo bella per non metterla)...
Ecco un posto in Giappone dove i giapponesi (a giudicare da come l'ho trovato alle 9 di sera) non vanno mai: il bagno a 300m di altezza della tokyo tower!
Chissà quante meravigliose funzioni celate da quel non tanto familiare ammasso di porcellana e plastica...
I love Ginza! 銀座が大好き。Amo Ginza!

Rapida legenda del bagno con descrizione per i normodotati senza lingue orientali.

トイレ (TOIRE, versione ristretta del termine toilette)
トイレット (TOIRETTO, versione completa di toilette)
便所 (BENJYO, water o toilet)
洗面所 (SENMENJO, lavatoio o stanza che include un lavabo )
お手洗い (OTEARAI, sinonimo di benjyo)

Per chi di voi non avesse ancora realizzato il grado di pazzia degli autori di questo blog, godetevi questa orribile vista.
Si, sono io, e quella è una turca di una stazione giapponese (in quasi tutte le stazioni ci sono, ma sono sempre inferiori numericamente a quelle di tipo occidentale).
BHUABHUABHUA

11.17.2007

Cessi Giapponesi

Il museo del kodokan riserva altre sorprese! Ecco il primo dei bagni giapponesi che ho fotografato!

7.25.2007

EE?HONTOOU???

Ieri 24 luglio dopo quasi un mese di permanenza, abbiamo visto il sole.Per carita', non che non l'avessimo mai visto nei giorni precedenti...ma era un sole fiacchetto, palliduccio, ai limiti dell' uchikina hito.Ieri invece, finalmente un bel sole Yakitorizzante, nel senso arrostente del termine.Purtroppo al momento non sono attrezzato per postare anche qualche foto, il pc del dormitorio fa il ribelle (o meglio la gentaglia che lo usa l'ha riempito di trojan probabilmente, e non connette ormai piu';in compenso stamattina e' arrivata una lavatrice nuova, e voi vi chiederete "che cosa centra?".Effettivamente nulla, anche se c'e' da dire che non vediamo l'ora di lavare a freddo la nostra roba con una lavatrice nuova anziche' con una vecchia.Si perche', aprendo l'ennesima parentesi di questo post, i giapponesi quando hanno scoperto che le nostre lavatrici lavano con acqua calda, che arriva anche a 90 gradi, hanno fatto una faccia classica alla "EE???HONTOOOO??" (per gli italianeggianti:stupore inaudito)...e'davvero difficile lavare la roba con dell'acqua fredda, eppure i giapponesi hanno sempre abiti puliti.Dove stara'il trucco??Non lo scopriremo presto.Non lo scopriremo mai.
Comunque, tornando in carreggiata (e a tal proposito, qui in Giappone le macchine corrono sulla corsia di sinistra della strada, e il posto del guidatore e'sul lato destro dell'auto), finalmente ieri dopo giorni di cielo grigio, abbiamo visto un cielo azzurro, completamente azzurro.Fatto sta che mi sono arrostito per bene il collo, ed ora posso ben vantarmi di acquisire l'essenza yakitorizzata del Giappone...lentamente.
Ieri sera cena in un' izakaya...praticamente ci si va per bere, soprattutto, ma anche i piatti cibariosi fanno la loro sporca figura.Giro di yakitori,sashimi, Gyoza (raviolacci cinesi), kimchi (piccanteria coreana), kara age(ghiottoneria fritta), frittura mista, e udite udite....addirittura la pizza.Abbiam detto.."proviamo no, cosi da veri italiani poi la valutiamo", l'abbiam ordinata e beh dai...si faceva rispettare.La pasta era sottile, anche se morbida e probabilmente poco cotta.Ma il pomodoro se non altro era pomodoro,e non ketchup.C'era il basilico (anche se probabilmente sintetico、sapeva di poco), e la mozzarella,anche se non bufalina.Risultato:promossa con una votazione di 7/10, via.Mi aspettavo ben peggio.Il prezzo finale per un paio di orette di gozzoviglio tra bere e mangiare e' stato di 3500 yen ciascuno (eravamo in 9), circa 23 euro..Un po'caro a dire il vero...ma vabbhe, ne e'valsa la pena.
Ora e' ora di andare a lezione.Sono gli ultimi giorni...Ah, bubi, ancora devo fare le prove dell'acqua, ti sapro' dire appena trovo un lavandino che abbia il buco adeguato, e non con un tappo.
Appena potremo, aggiungeremo qualche foto...Mataaa!

7.07.2007

ナイク・エ~ル・マックス



飛んでるマックス
Il Makkusu volante