8.01.2008

Burocrazia e Ospitalita' Italiane

Salve a tutti.
La scorsa estate è passata, nel bene e nel male e ora siamo ancora qui a goderci i frutti che ha portato nelle nostre Vitaccie di Vecchie Volpi Italiane.

Oggi volevo parlarvi di un'ottimo post in lingua inglese, scritto da un italiano veramente esperto di ospitalità; ha infatti partecipato alle più grandi comunità (Hospitality Club e Couch Surfing tra le altre) ospitando tantissime persone, e grazie agli errori (sopratutto altrui) ha raccolto un insieme di notizie di tipo legale imperdibili per chi vuole ospitare stranieri, ma anche per chi vuole accogliere nella sua casa in italia persone da i paesi europei per lunghi periodi, pena espulsione dall'Italia per 10 (si proprio dieci) anni.

Quindi per chi vuole tutelare la persona cara o il semplice amico da possibili problemi legislativi e burocratici, o per chi lascia il figlio ospitare stranieri (e tutti gli altri casi che vogliate comprendere), ecco il link:

http://tommato.blogspot.com/2008/07/bureaucracy-for-hosts-and-guests-in.html


In futuro credo valga la pena tradurre quel bel post (previa autorizzazione dell'autore ovviamente).
Fateci sapere cosa ne pensate!

5.25.2008

foto

Chiedo venia gente, pubblico sto post solo per problemi tecnici, non riesco a inviare delle foto a casa cosi le carico sul blog per consentirne la visione ai cari mamma e papa



Byoodooin,Ho-oo(padiglione della Fenice) a Uji 21/o5/2008
Io e Sawamina



Nara, Nara kooen (Parco di Nara) con tanti bei cerbiattoni di cui maledizione, pare impossibile, non trovi nessuna ostaria che te li faccia arrosto^^deve essere squisito

2.11.2008

一歩踏み出そうよ

...Allora, bando alle solite apologie...
scusate immensamente il proverbiale assenteismo dal nostro aerobico ambiente bloggico(?)...
...ho una gran fretta e passo subito al sodo (questa volta per davvero:)...

Vi aggancio il link di My Space dove troverete oltre ad una serie di canzo varie prodotte da noi di qua (Treviso ClickPlay Ale aka VBMC e io) che vi invito ad ascoltare tanto per passare il tempo se proprio non avete una pettola da fare:)

Eeehi piano con le imputazioni di pubblicizzazione spicciola e diretta (che comunque non fa mai male....a noi:), andate ad ascoltarvi l'ultimo brano SeishinjootaiState of Mind

E' il primo demo (in realtà non proprio ma vabbè) di un testo in giapponese come lo può partorire il sottoscritto all'attuale livello conoscitivo di giappo e struttura del rap giapponese(che cazzo, necessita davvero, ma come tutta la musica straniera se si prova a produrla, di un bel po' di studio, esercizio....ma che dico? è una pazzia bella e buona ma sono contento cdi farla:)
....ahimè quanto c'è ancora da imparare heh heh....

Come scritto nel titolo, muovo il primo passo
non è nulla di speciale, nessun traguardo, solo un sputacchio che butto sul tavolo così come si fa con tutte le idee...carte che si giocano senza troppe prospettive inizialmente ma che si possono rivelare mano vincenti in un futuro
viva l'ambizione insomma
Con filosofia da お稽古事 , diversa nei contenuti, diciamo che l'ho fatta "per il gusto di farlo"^^

Intanto invito chiunque ad ascoltare commentare e farsi sollecitare dall'idea in questione
Nipponisti e non di tutto il mondo datevi daffà, che magari può nascerne qualcosa di interessamte (^o^)


Note----La voce: la mia è sempre nasale, cacchio ogni tanto la odio...ma ho il setto nasale leggermente deviato e non respiro molto bene, oggi mi vado a far visitare dall'ottorino(o meglio tra qualchr ora, cazzo devo muovermi!!!)
Comunque è utile per il giapponese!( ò--)...o forse è il giapponese che ne provoca l'accentuazione, acci....comuque fa davvero ridere sta voce hah hah! ma fa parte del project, se si canta in lingua straniera bisogna timbrarsi la voce similmente allo standard di pronuncia....il mio standard non sono i vocioni da giappo tozzo e ruvido^^putroppo, quindi mi vedo costretto ad orientarmi sulla versione "topo", e in giappo è pieno vi giuro, specie nel rap..

La registrazione: il massimo che si può ottenere da una registrazione domestica per nulla professionale e sbrigativa al massimo.....se vi racconto le peripezie mi prendete per....giapponese^^

Il montaggio: molto agevole ma puntuale e preciso (nei limiti del possibile)

Il testo: "funziona" credo con un buon margine di sicurezza a parte in certi punti ove chiaramente è necessaria una retifica, ma se ho buon fiuto so già cosa c'è da cambiare....per adesso così, eppoi via non è definitiva! accontentarsi!
Ah la prima parte però sì, è definitiva, e vuole comunicare qualcosa insomma,poi è un pò un minestrone e scade un po' anche il messaggio....rimedierò

Ditemi un po'....

E fate girate in giro(?) la roba

Ah che semo!!!
Il testo ecco:

日常の蝸牛角上の争い
いくら何でも未熟者の俺なんか可也しんどい
だから毎日 現実逃避
だって俺の不快な薄弱拒否するしかないんで
ってかどんな苦心やっても全くくだらねぇ、それなんてがまんできねぇ!
だが一意専心
韻書き散らし
刻々と書き流し
救ってきた 自分自身
度々絶望に溺れるとはいえ
けっして徹底的に負けられねぇ!
言葉使い分けること 当たり前
でも今のトコイタリア語じゃなく、日本語だぜ
じゃ、ゴメンー、悪いけど譲ってくれ
手前味噌
現在 適材適所、タフな俺!
絶え間なく
ためらいなく
いいたい放題
お前らの不甲斐ないよく聞いとけ
この疾風迅雷のWORDが吹いてきたぜ
さっそく 牙むく為
せっかく 牙とぐ
お気の毒
この叙情
すごく上々
反対に何もかも無駄だ 明らかに

1.10.2008

Tecnocrati italiani di memorie giapponesi

Questo post serve ad iscrivere il vostro blog preferito su technocrati, dove avrà la visibilità necessaria al suo lustro!
Technorati Profile
Ne approfitto per inserire qui un'immagine su una dei pochi riferimenti italiani che ho preso in giappone, prssimamente vi dirò anche quale mondo mi ha aperto il constatare come questa marca ha invaso il giappone.

1.07.2008

...recoddate seppre...della famiiiiglia!

(Scorcio PSEUDO-italico nel cuore del Giappone:)

Ciao a tutti voi piccoli amici!!...

Mamma mia, quanto tempo è passato dall'ultima pubblicazione!

Tante sincere scuse eh?..non abbiatemene a male, vi prego?...

Forza mettiamo un macigno sopra a sto' mefittico silenzio mumifico e apriamo le imposte perchè bisogna proprio rinfrescare un po' l'ambiente.."la vita di prima mi puzza di vecchio.."dice Willy di Bel Air!..

Ah, avviso ai surfisti che incapperanno sulle aguzze rocce del nostro litorale webbico...sì c'ho una marea di lavori da finire qui in blog..la gestione post è un cantiere, veramente, a causa di molti miei post sospesi come le molteplici opere edilizie italiane....è che sono tutti post molto articolati e lunghetti(ma va?) con cui volevo più o meno concludere alcuni argomenti e quindi richiedono una spesucchia di tempo che proprio scarseggia....

Quindi per non lasciarvi a bocca asciutta vi offro un po' di materiale semplice e sollazzante..insomma oggi...

"...VE FARO' UN' OFFETTA....CHE NON POCCIUETE REFIUDAAARE..."

..è proprio il caso di dirlo perchè oggi si parla di Italia in Giappone, tema molto sfaccettato come i capelli delle modelle dell'Oreal di cui coglierò un'appendice corriva e triviale, nulla di troppo serio insomma..però invito i miei due bracci destri e sinistri, nella fattiscpecie Giullo e Max a collaborare col filone, fiducioso nel loro appoggio e nella curiosità del materiale che in merito potranno sicuramente offrirci!
...Chiunque si sia tuffato nel baccanale della Tokyo moderna non può restare indifferente all'ondata di "cartelleria" e didascalie riportanti titolazioni italiane da choc!!
..Il più delle volte sono locali, quando non le trascrizioni fonetiche di nomi di pietanze italiane, come si nota se si va in un ristorante italiano in Giappone!

Perchè lo fanno??...ah questi "perchè" pretenziosi non stancheranno mai di assillare la speculazione del novello orientalista, che tuttavia, genuino amatore della cultura giappa qual' è, sa mettere da parte l'orgoglio scientifico e bagnarsi nella sorgente dell'irrazionalità senza troppe storie:)..chè, poi la cultura giappa, quando si colorisce proprio di questa pallida ineffabilità, è sempre più affascinante J
..spiritosamente vorrei farvi notare come, hah hah, gli slogan che si ravvisano in giro sono di squisitezza e di una cortesia da far paura, in linea di massima!!!...
Cioè, già i giapponesi ti lusingano (finchè sei turistello da quattro soldi:) in tutti i modi possibili con la loro lingua e il loro modulo comportamentale, in più lo fanno pure con le lingue straniere!!!
A momenti ti tocca entrare per forza nei negozi e ringraziare di rimando!!!



"Mah, dai non c'è male, Grazie!.. ho camminato un bel po' oggi tra vari templi della vostra magnifica ex-capitale militare"!
(baretto lungo la graziosa via principale di Kamakura, alberata, che collega la piazzetta della stazione sino al portale rosso del Tsurugaoka Hachiman-gu)


"Grazie, anche a lei eh?..ArrivederLa"
(Negozietto di moda per signore imboscato nei dintorni di Shibuya)

---Mi sembra qui doveroso precisare, anche se non c'è una vera e propria necessità, dato che è cosa facilmente intuibile, che sono proprio i negozi di moda e i cafè, che imperversano come "spazi del vivere moderno" tra la popolazione più giovane, o comunque in fasce d'età non troppo avanzate, i targets su cui giocano le strategie di marketing nipponiche.
La "lisi" della coreografia del prodotto e l'assimilazione del messaggio da parte del grande pubblico, la misura dell' agevolezza "digestiva" del prodotto stesso sono basi dell'economia di mercato, ed è affascinante e inquietante nel contempo scrutare come l'uomo si mangia e rigetta ogni possibile sbobba, anche la più indigesta in casi disperati, gli venga messa sotto il naso:)
La complessità varia ovviamente a seconda dell'impianto sociale e culturale, e Tokyo, nello scenario mondiale, è un caso a sè, benchè metropoli come tante altre...volendo esser brutalmente sintetici, la metropoli non ha un suo flagello consumistico assoluto (come si può dire,infatti, che il newyorkese fagocita prodotto industriale e pubblicitario con ripercussioni medesime che per un giapponese?): diciamo che LE metropoli hanno cancri consumistici molteplici.
I giapponesi mangiano veramente di tutto, è impressionante, e trasformare la fascinazione per una cultura, quella italiana, che è insindacabile in Giappo(oh, siamo tornati ad essere la terza lingua studiata dopo Inglese e Coreano:) , con abili manovre di mercato in loghi che sottendono efficenza e qualità produttiva equivale a successo sicuro!...in fin dei conti, non nelle medesime proporzioni, questo avviene anche da noi con la cultura giapponese...in fondo a chi importa di sapere il significato esatto della parola "Sushi"?:)
Eppure quanti ristoranti qui includono nella loro denominazione la tipica pietanza?
Allo stesso modo, che vuoi che ne sappiano i giapponesi dell'italiano che hanno sotto gli occhi, hah hah!...ed è così sapete?..
Ricordo di una amica che una volta mi scrisse una mail, dicendomi che da quando aveva cominciato a studiare italiano, aveva realizzato la massiccia presenza di "entità lessicali italiane" in giappone, sorridendo sul nome di quella famosa catena di cafè giapponesi che risponde:) al nome di "Pronto"!!!....figuratevi da noi un ristorante giappo chiamato " (moshi moshi), cucina giapponese"....hah haha!!!!!

Chiaro che al madrelingua appare insipido l'impiego del proprio lessico in ottica prettamente estetica, coreografica, spettacolare...:)


..Mamma mia!!!! Quanto ho riso quella volta!!Uah uah!!!!...

Ma guardate che robaaa??? Come caz si fa a scrivere NONNO???
Hah hah!! ma almeno quando si usa l'inglese per far figo, a una marca trovi un nome accattivante tipo,"Atlethic, PowerJym (tutti inventati eh?..che fatica)"!! Con l'italiano NONNO mi vai a trovare?? Hahahhhhaaaaahaha, a sto punto prova con "Montalcini", chissà, magari funziona e suona anche meglio:)
(Ad Hibiya, sulla sfondo Shinkansen nuova serie 700 "a muso di topo"!!!)


...beh no comment....e io che ho sempre pensato che la parola "netto" applicata all'essere umano l'avesse inventata il mio vicino di casa, e non avessa una copertura semantica più vasta di quella di un "individuo che in una certa situazione si comporta, in bene o in male, in modo alquanto degno di nota agli occhi di tutti", e cioè si potesse usare praticamente sempre, intercalto tra le varie sillabe di una conversazione in itaGLIano moderno....

..macchè....i giapponesi ci sono arrivati prima...:)
(Spazio commerciale della stazione di Ikebukuro)

Puaah hah hah!!!
Ma va??..e al posto della schiuma sul cappuccino scusa cosa ci mettono?? il ketchup??
..ma almeno fossero pomodori Samarzano o Perini!!!!
(Dintorni della stazione di Ikebukuro)



Cercate un po', tra italiano e giapponese, quali obbrobri possono uscire da sto cartello:)
(Gallerie sotterranee di quel formicaio che è la stazione di Shinjuku: ingresso di uno dei numerosi edifici che costellano il distretto)


........Spacca Napoli?.....oddio.....
Pizzeria di lusso all'ultimo piano....sigh..che prezzi...e noi che volevamo mangiucchiare qualcosa...ma tanto c'era Yoshinoya!!!
(Interno del Sumitomo Building, a Shinjuku)


"Salvadore....uno di famiiiiiglia..
.....se hai bbisogno de lui tu fa un fisghio, hai ccapito?..
..e recoddate di pagare a me il fitto del mese prossimo..sennò el tuo concertino al parchetto a ccome se chiama, a Orso yoghi là, pocrebbe avvere qualche probblema.."
(Andando a Yoyoghi)

"Mah...io lo preferisco lento, scusi sa...insomma se il caffè è un piacere eh?...insomma..che piacere è?.."
(In giro non ricordo dove:)




"Ammazza oh, ma questa la modestia non sa dove stia di casa..."
(Tama Plaza)
Càvollo????....ecco max, questo è una delle cose che mi ha corroso lo stomaco durante tutto il nostro soggiorno, scusami se ogni tanto sono stato acidello ma guarda proprio non riuscivo a trovare pace:) ma cos'è sto Càvollo??
(Cafe limitrofo al parco di Tama Plaza)


hehehehehee...che posto sarà????
Comunque più italiano del Segafredo che si vuole di più??:)
Se poi il caffè è così affabile da concederti la tua amicizia...
(Shibuya, Segafredo)


Boscaiola o margherita???
Mamma mia, anche se erano di plastica me le sarei mangiate....
non facevano schifo eh?
(Cena in una pizzeria dell'Akarenga di Yokohama con Yuka e Asako:)



Infine, chiudo con una cagata che sta a pennello come la forfora sui maccheroni!!!
Eccoci ad Akihabara, davanti a sta baracchina di piatti di pesce! Italiano non è di certo, ma poco ci manca!hah hah!! Ancora non ho indagato su che vuol dire "Omusubito"....ma facciamoci due risate insieme va!!! Anzi...............
Famolo HOMO SUBITO" Olè!
HABEMUS HOMO,eeeee, fumo bianco da Piazza San Pietro :)

Nonnina

1.01.2008

良いお年を - IIOTOSHIWO - Buon Anno !

Rimanendo allo scopo prettamente "mostra le foto" dei miei post in questo blog, vi auguro una buona fine e un buon inizio mostrandovi un angolo di Giappone che ho saputo apprezzare (!!!) nel bell'anno appena trascorso: la cucina giappa originale!

Mi spiace di non aver avuto il coraggio di fotografare tutte le meraviglie culinarie giappe, ma sembrava sempre di rovinare una meravigliosa esperienza...

Comunque, tralasciando l'eccezionale qualità dei pub che ho visitato, rappresentata nella prima foto da cibi normalissimi ma agghingondati al meglio, vi do una scorsa della mangiata delle terme che ho visitato...

Oltre alla carne di cervo, sapreste dirmi i nomi dei cibi qui esposti?

Questa foto merita una menzione... C'è un piatto cucinato da me, sapreste riconoscerlo?
E' stato il piatto che ho scelto per meglio dare una rappresentazione della meravigliosa cucina del nord Italia, trovatevelo!

12.13.2007

Il mondo fluttuante 6

Hiroshige Ando: Yokkaichi, particolare
Oggi torno al fantastico viaggio improvvisato in quel fantastico (seppur oramai tristemente lontano) 7 ottobre 2007...

Dopo aver visto il museo e spulciato il decoroso e turisticamente non troppo pedante negozietto interno e dopo aver mangiato i migliori udon del giappone, eccomi immerso in una fantastica campagna giapponese nel distretto di Nasu 那須, prefettura di Tochigi 栃木, dove faccioni di politici giapponesi mi sghignazzano ogni 500 metri, dal loro cartellone di plastica ben ordinato ai lati della strada, manco fosse pubblicità da rally...

Improvvisamente, la proverbiale sete giapponese, ci fa fermare davanti un negozietto in un paesotto. Dovrebbe corrispondere ad un versatile combini (il supermarket 24h), ma le luci spente e la mancanza di un qualsivoglia commesso mal combacia con la mercanzia esposta al pubblico e le porte aperte, dovrei dire gli shoji. Il grigiore del piccolo centro abitato che apprendo essere chiamato Batou 馬頭 in frazione di Nakagawa 那珂川 fa risaltare la figura della sfaccendata matrona giapponese che arriva di li a poco, a venderci tè e coca cola.

Ripartiamo per fare pochi kilometri ed ecco che appare in fronte a noi:
Museo di Hiroshige a Bato
Stupito dalla meravigliosa costruzione (veramente imponente, nella sua leggerezza lignea) non mi rendo conto di ciò che di li a poco avrei ammirato, la mia prima collezione di ukioe (vedi post "Il mondo fluttuante 1" e link a wikipedia Ukiyo-e )!
Il museo è intitolato a Hiroshige Utagawa (o Hiroshige Ando), si chiama infatti "Nakagawa-machi Bato Hiroshige Museum of Art" (letteralmente "museo Hiroshige di Bato, città di Nakagawa" che fantasia questi giapponesi vero? tipo chiamarlo palazzo grassi o qualcosa del genere pare brutto?) costruzione di un certo Kengo Kuma, famoso architetto che in questo momento espone pure a Padova (chi viene con me a vedere, eh?).
Hiroshige Ando: Yokkaichi, particolareSecondo particolare dalla stazione numero 44 della antica strada giapponese del Tokaido, il villaggio di pescatori di Yokkaichi; la foto l'ho fatta da una cartolina che ho spedito a casa, è un qualcosa di eccezionale l'intera stampa, ve lo assicuro.

12.10.2007

Cartine & Indirizzi

Oramai è un punto d'onore quello di mostrarvi le foto del Giappone, e non rinuncio solo perché nessuno commenta queste noiosissime diapositive dall'anno 2007, o perché mi sento un po solo qui a postare, o perché il Giappone è ritornato ad essere cattivissimocon stranieri (le famose impronte digitali) e con gli autoctoni (ste condanne a morte... per fortuna almeno stiamo facendo qualcosina anche noi), dopo 6/7 anni di tregua!

Che il viados si dia alle danze!Questa è una cartina della località dove ho avuto il mio primo, indimenticabile, incontro con le terme giapponesi. Notare il pescatore boccalone, l'immancabile coppietta che guarda la scimmia, e l'incomprensibile "Voi siete Qui".

Ecco una puntata sul come "risolvere" quei cumuli di caratteri che i giapponesi chiamano indirizzi!
Lezione numero 1
Se non state studiando giapponese lasciate stare.
Lezione numero 2
Se state studiando e non ci capite un cazzo, sperate che qualcuno vi dica ganbatte e riprovate dopo un pò, a volte funziona.
Lezione numero 3
Ecco qui un esempio di indirizzo:
日本栃木県那須郡那珂川町馬頭


(prova di immagine con indirizzo in Giapponese, per consentire ai non nippofiliaci, senza supporto per le lingue orientali, o senza linux o mac, di vedere i caratteri, non avevo voglia di fare lo sfondo trasparente, non me ne abbiate)

Immagino che sia così che lo scrivono in giappone, dato che così l'ho trovato su lettere, pubblicità, et similia. Anche se volete trovarlo su google earth o google maps dovete inserirlo così!
Ora rimpiango la poco funzionale ma umanissima impostazione degli indirizzi italiani, con cap enorme (che qui non ho incluso), righe sfalsate, etc etc...

Ecco invece la conseguenza di una cartina italiana (talmente accurata da essere incomprensibile, anche se confrontata con le cartine che dovunque si trovano nelle zone metropolitane Giapponesi):
Bellissima zona cimiteriale, con tanto di campane buddhiste in pieno vibrante utilizzo, nascoste alla vista; templi già chiusi dall'aspetto sinistro (sembra che per farli abbiano usato gli alberi della foresta malvagia di biancaneve) e Nam myoho renge kyo sparato alla massima potenza!

Notte!

12.02.2007

Il mondo fluttuante 5

Sottotitolo:
La campagna giapponese
(Per chi si fosse perso le puntate precedenti trovate l'elenco QUI.)

Dopo aver contemplato la serenità di quell'angolo di paradiso, quale era il kodokan, cercammo un posto dove rilassarci per mangiare.
Una volta settato il navigatore integrato nella macchinetta familiare, ci trovammo , di pubblicità in pubblicità, in uno splendido ristorante tipico; una lunga scaffalatura con una splendida collezione di ceramiche locali, dall'aspetto estremamente raffinato, si snodava lungo il corridoio e le pareti delle salette interne dove, previa scalzatura, era possibile sedersi e mangiare qualcosa, protetti dalla lamina di carta delle porte e delle pareti interne.

Ad accoglierci arrivò un vecchietto che ci informò cortesemente che le cucine erano indaffarate per degli ospiti che sarebbero arrivati di li a poco, e che si sarebbe dovuto aspettare parecchio.
Per chi non avesse presente la cortesia giapponese, in italiano la traduzione più corretta dell'avvenimento sarebbe:
"Un vecchio arriva, e gentilmente ci invita ad uscire, che il locale era prenotato".
In un ristorantaccio veneziano, la traduzione sarebbe:
"Un vecio xe rivà e me ga mandà tuti fora dai cojoni".
Perdonate la parola, ma è dover di fanta-cronaca.

Partendo di fretta, trovammo un tranquillissimo ristorantino di udon di campagna, molto più rilassante per i giapponesi, in quanto non occorreva togliersi le scarpe per mangiare.
Ecco l'immagine di un magazzino per le riserve, se ne vedevano molti in campagna, ed erano la cosa che, presa singolarmente, più mi ricordava l'architettura cascinale italiana, chissà perchè...
Qui invece si vede un gruppetto di case, molto carine nevvero? nel complesso ricordano la campagna italiana, ve lo assicuro. Immagine presa dalla banchina di una stazione del treno andando verso l'aereoporto di Narita....

11.24.2007

Optional igenico



Breve postilla integrativa al filone toilette giapponesi:)
Rovistando un po' tra le varie foto, ho rinvenuto questa, quasi dissipatasi alla mia memoria
Qui ero nel bagno, spazioso e confortevole del Museo internazionale di Ueno, naturalmente sul padiglione di storia e arte giapponese.
Era al piano sotterraneo, l'unico cantone un po' silenzioso di tutta la turbinosa struttura:)
In foto un accessorio che si ravvisa spesso nelle toilette giapponesi: è un seggiolino piegevole estraibile a muro, utilissimo qualora i genitori debbano recarsi al bagno e non siano in compagnia del coniuge e non possano pertanto laciare il figlio solo:)
Il design del portacartigenica è molto minimalista, mi piace!
Notare anche la futuristica plancia di comando del sanitario, full optional!!!
Compreso un sistema complesso di regolazione di temperatura del getto pulente.
Sembra la scatola di comando di un condizionatore d'aria!!!

11.23.2007

Accoglienza in Giappone

Devo dire che mentre sapevo essere aspettato, non avevo piacere nel compilare il biglietto di ingresso con scritto luogo, come e dove del mio soggiorno (oltre che i dati che di li a poco avrebbero letto nel mio RFID del mio sfavillante passaporto), ma questo può andare bene: per precauzione avevo scritto i miei dati anche al sito degli affari esteri, inerente alla mia rintracciabilità in caso di calamità naturale, anzi, ve lo consiglio pure a voi:

http://www.dovesiamonelmondo.it/

I controlli a Narita hanno il pregio, per i più fortunati, di essere paragonati a quelli di heathrow (Link inglese solo, vi spiegano che se vi siete vestiti male ci perderete mezza giornata, oltre che virilità, pazienza e diritti), quindi tutto va che è una meraviglia, già coccolato da quello che ho scoperto essere la normale attenzione al servizio che i Giapponesi offrono.
Pure l'imbarco, successivamente, si dimostrò veloce e simpaticamente accattivante, grazie alla vecchietta che frugò la mia valigia in pubblico, ma si sa, le vecchiette si fanno perdonare tutto...

Ora mi voglio concentrare su quello che sta succedendo in giappone, che corrisponderà alla mia o vostra prossima esperienza di viaggio.
La linea di base è quella che max ha esposto con il questionario: all'ingresso nel paese verrete schedati, con foto ed impronte. Sottoposti a verifica nei server del ministro degli interni giapponesi, memorizzati come gaijin al quale è stata offerta l'opportunità di stare nel più sicuro stato del mondo.

Non ho nulla da nascondere, posso mostrare loro anche la sgommata delle mutande senza problemi no?

Magari! I vari problemi identificati sono molteplici:
  • Problemi generici nel mantenere un'assoluta sicurezza dei tuoi dati personali nel procedimento controllo passaporto (il vostro RFID con tutti i dati può essere letto a distanza da maleintenzionati), memorizzazione foto ed impronte, invio al server, contenimento e protezione dei dati immagazzinati.
  • Controllo fin troppo assomigliante ad una semplice reintroduzione della legge di schedatura sugli immigrati, in vigore fino al 2000, questo per dire, sei straniero, puoi delinquere.
    http://www.asahi.com/english/Herald-asahi/TKY200711190342.html
  • Il punto sopra vale in quanto non v'è richiesta ai giapponesi di effettuare tale schedatura, e che il terrorismo in suolo giapponese esiste, ma è condotto e controllato da Giapponesi.
  • Altri ed eventuali che spero di non dover sperimentare (come la macchina fotografica che non riesce a prendere la foto di persone più alte della media giapponese, vietato l'ingresso a band musicali di grosso calibro in passato entrate senza problemi, etc etc )

Raverianamente parlando: lo spazio igenico tra antropologia, società e pazzie

Si ode spesso dire con leggerezza, tra donne, "Hei Marta,vado in bagno un attimo, vieni?" "Si, vengo anch'io!"....

Meno sovente se non raramente invece capita che tra maschi si dica "Uè Max che dici andiamo a farci una pisciata?" "Ma si vabbene, andiamo!!"....

Sta di fatto che in questo frangente i mascolini redattori di questo blog si sono proprio dati un esilarante appuntamento di merda(scusate:) nel nostro blog trasformato per l'occasione in latrina virtuale!:)...e allora vai con le cacate! tutti insieme deliberatamente!

prrrot plof plof..

(Ringrazio Giullo tra l'altro per la meticolosità con cui linka formule complesse, non sempre di scontato dominio del pubblico)


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Parlo con la coerenza e l'onesta di essere "escretore" prima di tutto


E' ben nota a tutti l'usanza atavica femminile di utenza collettiva dello spazio igenico (in Giappo poi:) dove, vorrei subito chiarire per non essere imputato di stolidità, per "utenza collettiva" non intendo naturalmente l'espletamento delle funzioni fisiologiche, cioè non si pisciacchia tutte assieme (in tal caso avrei scritto esercizio:) a cui è destinata normalmente l'aerea, bensì alla fruizione più generica e lata della medesima nella totalità dei suoi servizi: quindi lavabo, specchi ecc..e non solo il water per intenderci.
Non per essere pretenzioso, ma vorrei insistere, senza così plagiare la costituzionalissima uguaglianza tra tutti gli esseri umani di ambedue i sessi sancita in primis dai documenti ufficiali di gran parte dei paesi civilizzati, sulla dissomiglianza pratica, in tale materia, tra i sessi medesimi.

Cercherò di dimostrarvelo :)

Anzitutto, comprendere la sostanziale dicotomia semantica di cui sopra è essenziale giacchè il loco igenico PUBBLICO (quello privato esula dalle seguenti considerazioni essendo soggetto alla dipendenza da importanti fattori: il rapporto di "familiarità", i concetti di "privato", "domestico") può essere anatomicamente suddiviso in un atrio e un ventricolo: il primo è lo spazio d'ingresso, che possiamo definire un accumulatore della propria alterità umana, o biodiversità, rispetto agli altri utenti, cioè uno spazio ove la persona comincia a fronteggiare il proprio corpo, rievoca la responsabilità e il (presunto, in un ottica buddista:) controllo sulla appendice fisica e organica del proprio sè, in pratica fomenta la percezione del suo ego in virtù della propria carnalità.
Tuttavia è ancora uno spazio pubblico, l'anticamera della sublimazione dell'ego che è tipica, freudianamente parlando, dell'atto escretivo, che perdura anche in eta adulta.
Quindi è uno spazio ancora fastidioso e infastidito, è lo spazio dell'utenza PARZIALE .

Il secondo, complementare e non antitetico al primo, è un autentico "ovulo", un cronotopo regressivo, di dipanamento dell'intimità più recondita. E' lo spazio dell'utenza PURA.
Pensate a quando dovete urgentemente andare in bagno in un locale o in una stazione, in particolar modo quando non v'è coda, e non occorre attendere per l'utenza: residui psichici infantili di stampo freudiano ci fanno pregustare il piacere di quell'esperienza totalizzante, completiva della soddisfazione fisica, che sottende una gaio crogiolarsi nella propria essenza.

Potremo tracciare qui un paralleslismo con il rapporto Chiesa-Stato, Sacro-Profano, Convenzione-Mistero e così via: l'area pubblica dell'impianto igenico è ancora un rappresentazione simbolica delle pastoie della socialità, mentre la latrina vera e propria è una discesa nella dimensione più intrinseca di noi stessi (detto così suona un po' demonico, ma effettivamente, niente è più inquietante delle pulsioni sotterranee dell'umano, che impersonano l'io più genuino, la "vera natura": in giappo abbiamo una marea di vocaboli con questa accezione(non direi sinonimi) 正体(shootai)、正気(shooki)、本気(honki)、本性(honshoo) :)

Questo in linea di massima, un surrogato della spiegazione di cosa sia lo spazio igenico:)

Attenzione però, perchè è qui che subentrano alcune variabili da cui è impossibile prescindere per lo sviluppa della nostra tesi e che puntelleranno i binari distinti che :

All'alba dei tempi, l'uomo aveva il tachimetro a zero nella marcia della civilizzazione (bene, male?:) ma già manifestava grossolane, ahimè, differenze ontologiche (reali, supposte?:) >>>riscattando il dono delle facoltà intellettive (ammazza ce n'è voluto per affinarle), per il resto l'omeno era un buzzurro di prima categoria, un esemplare di camionista (senza discriminare la categoria), misto ubriacone, veneziano(per la parlata, non per discriminare la categoria:), ultrà-assassino-di-oggi, tute nere no global, gioventù marcia e via così...vi consiglio di guardare "La guerra del Fuoco" di Annaud del'81, interessante non solo per la tentata ricostruzione antropologico-storica quanto per l'insistenza sulla primordialità degli istinti (a volte sembra di vedervi i nostri bitorzoluti politici che se la suonano a colpi di clava, hah hah...c'è poco da ridere)

Insomma il poveraccio mezza ne "pensava" e due ne faceva, più senziente che cosciente:)

Di igiene manco si parlava e si cachicchiava e pisciacchiava ovunque senza ritegno:)yuhhu

Una cosa però era quella in cui godeva di più, chissà quale ,B) e ci dava dentro quanto più poteva sulla scia di una normalissima inclinazione animale ^v^

A un certo punto della sua storia (facendola breve perchè sennò....:) l'uomo della falange maschile ha intuito la necessità di proteggere la sua controparte femminile dalla sua animalità, cioè dalle sue inclinazioni più carnali, e ha forgiato il LIMITE (non il valore) dell'INTIMITA' della donna, che è ben diverso dal rispetto e dall'eguaglianza per cui purtroppo ancora si lotta: la donna comincia a vestirsi in un modo alternativo che protegga le sue parti più intime, sinonimo di fertilità, rinascita ecc...perchè si capisce che è la carnalità la leva della sensualità che estingue la ragione dell'animale uomo (mamma mia, mi incolpo del semplicismo estremo della suddette considerazioni, ma mi tocca stringere)

Tale limite viene di volta in volta valorizzato e standardizzato trasformando la percezione della vita igenica della donna, che diviene un processo sempre più delicato e complesso, fermo restando la centralità dell' aspetto fisiologico.

..va da sè la conclusione che per la donna lo spazio dell'intimità è secolarmente convenzionalmente più marcato, ritenuto inviolabile(sennò perchè si parla di violenza alle donne?) bla bla bla...

Come si collega sta digressione al filo precipuo del discorso?

Beh, la donna, in nome della preservazione della sua femminilità, sia essa manifestata con la protezione della sua peculiarità fisiche vuoi sulla scia di quanto instillato dalle convenzioni umane, ha evoluto un concetto di spazio igenico più fedele a quello canonico: cesso come spazio dell'assoluta intimità.

Quindi il curioso fenomeno del pellegrinaggio collettivo al cesso tipicamente femminile, che a questo punto sembra essere in contraddizione con quanto concluso, si spiega in realtà come una comunione, tra il gruppo femminino, del reciproco sentore di essere femminile, un' inconsapevole accettazione della propria alternativa carnalità.

In fin dei conti è una cosa molto tenera:) "Siamo donne e ne siamo fiere del tipo" ,B0..

Il maschio invece, da sempre emancipato da questa meccanica di preservazione dell'intimità, meno sentita, concepisce l'atto dell'andare in bagno in modo ancora primevo (senza ovviamente togliere alla categoria ,B) : minchia, mi scappa, la faccio e sono a posto.
Tant'è vero che la concezione dello spazio igenico maschile è più elastica di quella femminile: gli urinatoi sono uno affianco all'altro, si piscia in compagnia diciamo, senza troppi problemi!
Al massimo uno si fa le teghe perchè c'ha di fianco il Rocco Siffredi di turno che appena aperta la bottega splaffa direttamente sul trogolo di scarico l'arnese:) hah hah

Questa relativa indifferenza contribuisce a non sentire la necessità di esaltare l'atto dell'ascesi al bagno, di non condividerla e coauglarla in una sentenza di identità.

Volete esempi più strettamente legati al mondo nipponico?

Niente di più facile, dato che in fatto di spazi igenici il Giappo offre mirabilie:)
(Per questo vi rimando anche al link di Wikipedia nel post di Giullo che è esauriente sul tema)
La donna giapponese (e qui si che la convenzione sociale gioca un ruolo ancor più essenziale) ha evoluto una concezione dell'intimità particolarmente robusta (non controbattete giocandovela con la relativa libertà sessuale dei giapponesi, perchè essa è più regolarizzata di quanto sembri!) tant'è che è stata capace di stimolare la "fobia dello sciaquone":)

In Giappone, in un bagno per signore di pubblica utenza, vergognosissime e preoccupatissime di poter far udire "suoni":) compromettenti alle altre utenti, le ladies tirano lo sciaquone uno stramaro di volte, per garantire un effetto sonoro di copertura!! Non ci crederete ma questo ha comportato un serio problema di spreco di acqua pubblica! Fino a venti litri a utilizzo!Impressionante!!!

Morale, hanno ben pensato di inventare congegni elettronici da installare a fianco ai sanitari che riproducessero realisticamente, attivandosi a sensore o pressione, il suono dello sciaquone!°0°
Copertura perfetta e garantita!

Insomma la donna (giappa e non) esige una tutela molto severa della sua intimità

E per gli uomini? Qui me la gioco con l'esperienza personale!:)

Una volta m'è capitato di entrare in un bagno in uno dei favolosi megastore di ビッグカメラ (BIG KAMERA) che con ヨドバシカメラ (YODOBASHIKAMERA) costituiscono i piatti d'oro della bilancia del consumo giapponese di attrezzatura tecnologica, oltre che metà di pellegrinaggio per tutti gli stranieri che intendono farsi un' idea del giro d'affari che la tecnologia offre al mercato, pur in stallo, del Giappone nonchè delle proporzioni di acquisto-vendità che superano le nostre in rapporto 30-1 tipo.
Dico piatti della bilancia poi, perchè dal momento in cui ci si abitua a stare in Giappone e si comincia a vedere che gli occhi cominciano a immandorlarsi un pochetto, ci si può permettere anche di tifare per una o per l'altra fazione:)
Eravamo io e Max (in quel di HIbiya, precisamente, rintanati al Big data la giornata uggiosa tipica del 梅雨 TSUYU, stagione delle piogge) li intenti a frugare tra i cd, e ascoltare vari pezzi di prova..fu quella volta tra l'altro in cui rinvenimmo queste due oscenità:






Fu allora che avvertii il bisogno di un scaricare con una certa urgenza, e dopo essermi fatto indicare dal generoso addetto del Big dove fosse la toilette per gli uomini (e dopo che questi mi ci accimpagnò quasi fino all'entrata come da copione:), entrai in sto cessetto, che per la prima volta contro le aspettative non era nulla di eccezionale, straordinariamente grezzo e non proprio pulito!!! Sembrava un cesso da università appena pulito, di livello infimo per lo standard giapponese insomma:)
In più era strettissimo e obbligava ad accasciarsi in tipico stile giapponese con faccia rivolta verso l'impianto idraulico (chiunque abbia visto una latrina giappa sa bene che per una faccenda di praticità d'utilizzo la leva dello sciaquone è ad altezza ginocchio! Per pigrizia viene pigiata anche coi piedi:)
Beh, insomma dopo essermi detto un po' stizzato " èéma come? possibile?? eppoi siamo a BIG KAMERA, strano un cesso così poco curato! vebbè, proviamo anche sta nuova esperienza!:)>>>)
Comincio a fare acrobazie(che faro a malincuore a meno di rivelarvi:) per riuscire in quella dipserata impresa provando sulla mia pelle tutta l'inesperienza della posizione di cacatura giapponese, che è del tutto inversa, porco cazzo!!avere quel cazzo di sciaquone in faccia era uno spinoso problema, lo spazio di manovra si riduceva considerevolmente e sbattevo le ginocchia sulle pareti legnose della cabina! Mentre si faceva strada nella mia mente che io lì ero proprio fuori luogo, e che quel mezzo metro cubo di spazio era assolutamente inadatto ad una fisionomia occidentale, entra nel loculo attiguo al mio un personaggio(non sono riuscito a vederlo in faccia dopo l'allegra cagata in compagnia:)...sento il classico fruscio e sbottonamento così nitido che mi pareva che la parete separatoria manco ci fosse, e mi dico, "mah...vabbè...".....io la mia l'avevo già degnamente fatta, e me l'ero anche ammirata un pochetto talmente era maestosa (si si schifatevi voi, ma voglio vedervi...con la dieta giapponese non è facile raggiungere risultati da guinness sapete?forse è per questo che Toriyama ha così tanta simpatia per le cacche: quelle giapponesi saranno così kawaii, altro che i rudi corrispettivi occidentali), ma così tanto per fare, indugiavo su sta specie di cella di isolamento. Proprio quando decido di levare le tende (e le chiappe) dal postaccio, sussulto a sentire che il "vicino" comincia a fare sforzi inauditi accompagnati da effetti sonori campionati in un abile traccia!
Io, sconvolto, ascolto l'agonia di sto poveretto(che sapeva di avere uno di fianco, come poteva non saperlo, con due centimetri che ci separavano:) che amplificava sempre di più la sua ercolea fatica con mugugni e acuti deliranti!!! Lui da solo probabilmente, ricostruiva un tipico scenario sonoro sulle pendici alpine al tempo della prima guerra mondiale, con l'artiglieria austriaca che gruvierava il fronte veneto!

Il tutto senza un minimo di ritegno :)

E io che mi son sempre preoccupato di non rivelare la nostra superiorita intestinale ed escretiva...

Morale tutto sto casino per introdurre a questa foto, che è il mio tribute a questi ultimi fenomenali post igenici (non sono feticista è che mi sbrego troppo quando subentrano discorsi ad elevato concentrato di schisi 表(Omote=superfice, apparenza, facciata) / 裏(Ura="rovescio del broccato", ciò che sta dietro la facciata, ombra>>per estensione nucleo, verità, vera natura) vale a dire tra apparenza sottovalutata e potente realtà sottostante).


Ditemi voi..avete mai visto un cesso con il ghiaccio???????? Vi prego commentate se ne avete mai visto uno perchè io davvero ci sono rimasto secco all'impatto!!!

Questo è l'orinatoio del "Bridge" (http://www.bridgeyokohama.com/index2.htm) di "Rocohama" ロコハマ (la trascrizione giapponese di Locohama, "baia pazza", come viene chiamata Yokohama tra la gioventù reppettona scapestrata del 京浜, Keihin, la zona compresa tra Tokyo, Yokohama, la regione di Shonan e dintorni, in cui il J hip hop imperversa), un localino non proprio d'alta classe ma non certo scadente. Diciamo che il locale in sè merita, indipendentemente dal tipo di musica che uno ascolta: salottini privati e insonorizzati con poltrone apparentemente comode, spazio accettabile...prezzi fuori portata per la roba da bere (una bottiglia d'acqua dal distributore 200 yen, non so al banco..), ma se volete andare a vedere a quale risultato può arrivare la sapiente e talvolta folle arte assimilatoria dei giapponesi, nonchè calarvi nel palco della gioventù nipponica più stravagante e modaiola andateci!
Vedrete con i vostri occhi copie semiautentihe di busta Rhymes o Lil john giapponesi 8presto ve ne parlerò)!
Occhi aperti e testa sulle spalle..sempre!!!però!...non si sa mai:)

Sta di fatto: perchè il ghiaccio sul cessooOooOoOooOOOOO??!!????


E c'è di più!! i camerieri del locale, per enfatizzare ancora di più la trovata, usavano i recipienti per il ghiaccio per tenere in fresca lo champagne per "ricaricare" l'orinatoio, ogni qualvolta esso si liquefacesse sotto il getto bollente dell'urina!!! ma dico...siamo fuori!! io non ho mai sentito di una cagata simile!!!

Ad ogni modo...motivo per cui hanno avuto sta bella pensata?:)

Dato che sono giapponesi 8e della specie cazzara:), è molto difficile immaginare una motivazione che va al di là del semplice gusto per la stravaganza e per il suo potere innovativo e libidinoso che l'operazione ha in sè: io la mia ipotesi l'ho fatta...quando urini sul ghiaccio puro, lo sbalzo termico oscilla tra gli 0° gradi e i 33° centigradi circa all'istante del contatto e il ghiaccio comincia a scoppiettare piacevolmente:).....




Cesso primordiale giapponese! EH?

allora??

Guardate che esempio di architettura neolitica d'alto livello!! E il tocco di classe? quel mirino tracciato in grande stile??hah hahhaa!!

Beccato tra le fronde del tempietto di Hayama(dov'era casa nostra, sigh..) sulle rive del mare della baia di Shonan!!!

Pensate: mare, cullati dal suono di docili onde e dallo stormire delle frasche di palme e abeti(??), all'ombra dei tetti MOKOSHI del tempio e col sedere che vibra, accompagnado la soave melodia con squisite flatulenze...

******

"Oops, I..did.. it again!!" ...

Queso post potete anche sommergerlo di insulti e ortaggi putrescenti dato che c'entra davvero una tega...:) vabbè ma mi sono sfogato!

Eppoi qualcosa di Giapponese c'è! E anche stupefacente!

"Occupato!"

Collezione estate 2007, in risposta al "De Toilettibus" del caro Giulio.
Il modello rosa, adatto ad ambienti signorili e distinti, per persone che non disdegnano un tocco di femminilità nella propria intimità.Ritrovato in uno studio dentistico nei dintorni di Ebisu (zona Shibuya), il water in questione (anche se è quasi un'eresia chiamarlo solamente water) è stato testato dal sottoscritto.

Estetica 8

Comodità 8

Pulizia 9
(probabilmente grazie alle cure continue della segretaria del dentista Nezumi).



Il modello successivo è un modello "Partiamo liberi", reperito all'aeroporto di Narita appunto, per le sedute dell'ultimo minuto.Di minore equilibrio estetico rispetto al precedente, il pregio di questo water è comunque la classicità delle linee unita ad una tinta, il colore bianco, che si sa, "sta bene con tutto ma si sporca subito".

Estetica 6
Comodità 8
Pulizia 8




L' ultimo modello è un modello casalingo, adatto ad ambienti familiari, ritrovato in quel di Hayama.Come si può notare dalla foto, nonostante comprenda elementi estetici assolutamente fuori luogo come le rubinetterie in finto oro vero, il water si sposa abbastanza bene con la quotidianità.Un colore discreto, leggermente tendente al "crema" causa vetustità

Estetica 6
Comodità 6
Pulizia 6



Toilette giapponese

Dai creatori di "La Natura del Giappone" ecco a voi l'attesissimo:
Minzione Giapponese 2: evacuazione totale

Forse l'ossessivo rispetto che in Giappone provavo per ogni singola cosa mi ha impedito di prendere foto di molte cose. Impegnato anche come ero a suggere dalla nipponica coppa tutto ciò che mi veniva offerto, non mi son accorto di essere tornato con tante foto di water (e nessuno di bagni termali pubblici con bellezze locali)...
AGGIORNAMENTO
Wikipedia è arrivata prima anche in questo, per chi volesse una più approfondita conoscenza del fenomeno incriminato ecco a voi questo link.

Una volta realizzato dove mi sentivo più a casa (grazie magister), ecco subito comunicarvelo, offrendovi una rapida carrellata di vasi sanitari giapponesi...
Bellissima coniugazione di termini: un classico bagno "turco" giapponese, foto cortesemente prestata da wikipedia (troppo bella per non metterla)...
Ecco un posto in Giappone dove i giapponesi (a giudicare da come l'ho trovato alle 9 di sera) non vanno mai: il bagno a 300m di altezza della tokyo tower!
Chissà quante meravigliose funzioni celate da quel non tanto familiare ammasso di porcellana e plastica...
I love Ginza! 銀座が大好き。Amo Ginza!

Rapida legenda del bagno con descrizione per i normodotati senza lingue orientali.

トイレ (TOIRE, versione ristretta del termine toilette)
トイレット (TOIRETTO, versione completa di toilette)
便所 (BENJYO, water o toilet)
洗面所 (SENMENJO, lavatoio o stanza che include un lavabo )
お手洗い (OTEARAI, sinonimo di benjyo)

Per chi di voi non avesse ancora realizzato il grado di pazzia degli autori di questo blog, godetevi questa orribile vista.
Si, sono io, e quella è una turca di una stazione giapponese (in quasi tutte le stazioni ci sono, ma sono sempre inferiori numericamente a quelle di tipo occidentale).
BHUABHUABHUA

11.21.2007

Ame hyouku! (trad. "A me gli occhi")

Ame hyouku.
"Ame" pioggia, "Hyoku" fertilità.
Una pioggia spermatozoica, tipo.Come la cultura nipponica di cui vi inondiamo giorno dopo giorno, e con cui vi fecondiamo!Eh, che belle immagini eh...? -.-
Salve simpatici ragassuoli.Mi piace come sta andando questo blog, nonostante voi lettori non dimostriate nei commenti sufficiente affettuosità.Noi siamo come dei poveri cucciolotti indifesi, chiediamo solo una ciotola (magari di Katsudon) e un pò di coccole.Ma tant'è, noi andiamo avanti, sicuri che prima o poi vi sbilancerete nei commenti..:).A tal proposito, sulla destra, se notate, ho aggiunto un sondaggino su una news fresca fresca.Il sondaggio durerà un mesetto a partire da oggi, e spero lo troverete interessante motivo di discussione.
Tornando all'argomento post, ringrazio pubblicamente (e pubicamente) il buon Giullo che si applica quasi quotidianamente nel fornirvi simpatiche e gradevoli pillole dal sapore nipponico, e ringrazio ovviamente il buon Davidone che prepara i suoi post con estrema minuzia e dovizia dei particolari.Per quanto concerne me...prima o poi scriverò qualcosa anche io, via...per ora dò una riassestata al layout et similia..non vogliatemene.
Continuiamo così...e via tutti a votare il sondaggio!

(e a proposito di kouban, replico al buon Giullo con il fantastico Kouban del parco di Ueno)

11.19.2007

Scatola di Polizia 交番


Non è una nuova sigla della prolifica Cristina D'Avena ne dei suoi collaboratori Gem Boy, bensì il nerbo portante della falange armata Giapponese: il posto di polizia!
Questi piccoli (c'era da stupirsi?) contenitori di "bracci lunghi della legge" sono chiamati kouban (交番), si trovano un pò dovunque e hanno quasi sempre un baldo poliziotto pronto ad aiutare il popolano indifeso del momento.
Hanno orari di apertura, un proprio numero di telefono fisso, e sono schivati dai Giapponesi la sera tardi.
Questo qui è quello di Ginza (area metropolitana di Tokyo), vicino al kabukiza, il teatro di kabuki di cui parlerò più avanti.

11.17.2007

Cessi Giapponesi

Il museo del kodokan riserva altre sorprese! Ecco il primo dei bagni giapponesi che ho fotografato!

11.16.2007

Il mondo fluttuante 4

(Per chi si fosse perso le puntate precedenti trovate l'elenco QUI.)
Con un titolo tanto altisonante è stato facile allontanarsi dall'argomento, chiedo venia.
Continuerò comunque a rimanere off-topic fino alla prossima meta di quella famosa giornata, dedicata all'arte giapponese.
Continuiamo dunque con le sorprese di quel bel museo quale era il kodokan!Demoniche navi nere (Kuro Fune 黒船) dalla devastante potenza distruttiva!
Testimonianza diretta di quelle giornate che dall'8 luglio 1853 videro per la prima volta il contatto tra la cultura americana, in piena espansione commerciale (mai fermata), e quella giapponese, abbastanza saggia da riconoscere che una nave a vapore con 8 cannoni a lunga gittata e 21 medi (quando loro avevano solo sentito parlare del carbone per trainare una nave) era abbastanza per riaprirsi al mondo esterno; figurarsi quando arrivò il commodoro Perry con 4 di queste, dando un anno di tempo per una risposta affermativa (tornò con 8 navi).
Ecco il sigillo, con le pesanti catene e la rossa polvere. I caratteri dei sigilli provengono dalla più antica scrittura, e sono quelli che più possono essere chiamati ideogrammi, tra i logogrammi usati da sempre in Giappone.
Quante emozioni e diversi atteggiamenti possono essere ravvisati in questo condottiero? Quando noi cercavamo di arrivare il più possibile ad una rappresentazione realistica delle cose, che non seppe tener testa alla fotografia e alla tecnologia seguente, in Giappone si era sempre seguita una diversa filosofia nella rappresentazione delle cose...

11.13.2007

Il mondo fluttuante 3

(Per chi si fosse perso le puntate precedenti trovate l'elenco QUI.)
Sbirciando tra le sale...
Ombre e luci continuano ad accarezzare la pelle come trine di tende in sfarzose ville palladiane, ci credereste che non avevo proprio mai pensato di andare in un posto così e mi ci sono ritrovato in mezzo?
Ecco un particolare della stanza dove con tutta probabilità il padrone della scuola intratteneva ospiti o allievi, ovviamente esso stava con le spalle al tokonoma (床の間 l'alcova rialzata) sempre contenente un makimono (巻物 pergamena o rotolo iscritto) srotolato in verticale, oppure una composizione floreale; alla sua sinistra poi (qui alla destra) era ed è visibile il chigaidana (違い棚) un insieme di scaffali e cassetti ad ante scorrevoli.

Ah, il tokonoma deve per forza essere costruito nella casa, non si può improvvisare in un muro, mi raccomando! come dite? ne volete uno? ecco qui come rimediare!

Prendete un muro... fatto?
In punti prescelti rompetelo fino a formare un'alcova (niente rapporti erotici però, almeno per ora) rialzata da terra di pochi centimetri... fatto?
Rompete e bruciate 2 confenzioni da 150ml di colla vinilica a inari (il mio preferito)... fatto? (era meglio farlo all'aperto)
Lesti, cercando di non svenire, mettete un fiore particolarmente adatto alla stagione in un vaso, e riponete il tutto nel vostro nuovo, completo, giapponesissimo tokonoma!
A presto!